Quelle «strane» lotterie
 di Rosario Palazzolo

SESTO SAN GIOVANNI — Un numero che qualche volta può valere quanto una piccola fortuna, per un gioco che, senza alcun motivo evidente, pare sposarsi alla perfezione con le festività pasquali.
Un fenomeno, quello delle riffe e delle piccole lotterie che, pur incontrando il favore degli avventori di bar e negozi in tutta la provincia milanese, non va sicuramente d'accordo con la legge. Lo conferma una recente operazione condotta nell'ultima settimana dagli uomini della Guardia di finanza di Sesto San Giovanni (nella foto) che hanno battuto a tappeto le vie commerciali di 15 comuni del Nord Milano, effettuando controlli ed elevando decine di contravvenzioni.
Nel mirino dei militari sono le piccole lotterie organizzate in privato dagli stessi commercianti. Più familiarmente vengono definite riffe, e spesso i premi sono proprio costituiti dai prodotti venduti o realizzati artigianalmente dagli esercenti. Un fenomeno che all'apparenza può sembrare innocuo. Ma che invece costituisce una diffusa violazione alle leggi tributarie e che finisce per creare effetti evasivi per diverse migliaia di euro.
Per effettuare queste lotterie occorre infatti rivolgersi all'autorità tributaria per chiedere l'autorizzazione dichiarando il valore dei premi e il costo delle sottoscrizioni, oltre che versare un'imposta proporzionata al giro d'affari. Nei negozi, dove in molti casi sono nate più familiarmente come gioco per coinvolgere simpaticamente la clientela abituale, tutto questo non avviene. Il gioco è semplice: ogni avventore "scommette" una piccola cifra acquistando un numero tra i 90 che concorrono alle estrazioni del lotto. Il suo nome viene segnato su un tabellone. Se nel lotto ufficiale comparirà quel numero, allora l'acquirente porterà a casa il premio. In alcuni bar mettono addirittura in palio televisioni, biciclette e videoregistratori. Altri negozi, come panifici, rosticcerie e supermercatini e addirittura benzinai, si limitano a regalare uova di Pasqua, prodotti di pasticceria e leccornie gastronomiche.
Il fatto è che ogni numero acquistato ha un valore compreso tra i 5 e i 10 euro, ossia tra le 10 e le 20mila delle vecchie lire, concorrendo a formare un introito per l'esercente che in alcuni casi arriva a superare la somma di 500 euro per ogni estrazione. Nelle sole vie centrali di Sesto San Giovanni, nei giorni scorsi, le sottoscrizioni aperte erano almeno cinque. E secondo la Guardia di finanza in tutto il Nord Milano le lotterie sono ancora centinaia.
Il lavoro della Guardia di finanza in questo settore non è soltanto occasionale. Durante tutto l'anno, la caserma sestese si occupa anche delle lotterie più complesse, quelle che vengono organizzate dalle piccole e grandi aziende. Giochi privi di autorizzazione, dove però i premi in palio in qualche caso valgono milioni.

Fonte: www.ilgiorno.quotidiano.net 

2002

 

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